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SEO e ricerca vocale: cosa cambia nei contenuti e nell’indicizzazione del tuo sito?

Lug 9,2019 |

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Digital Marketing

Chi l’avrebbe mai detto fino a qualche anno fa che ci saremmo dovuti occupare del SEO per la ricerca vocale. Eppure, come la tecnologia non smette mai di cambiare faccia, così anche le abitudini di chi la utilizza si evolvono con il passare del tempo.  È il caso degli smartphone e dell’abitudine sempre più frequente di ricercare le informazioni tramite assistenti vocali quali Siri, Cortana, Alexa, etc. Da qui le nuove sfide per l’indicizzazione dei siti internet. Le parole chiave (keywords) digitate sui motori di ricerca, croce e delizia di tutti gli specialisti del SEO, stanno progressivamente lasciando il posto alle ricerche vocali.

Le ricerche vocali hanno cambiato il modo di comunicare sul web?

A sdoganare la nuova cultura dei vocali è stato WhatApp, il servizio di messaggistica online che permette ai suoi utenti di scambiare messaggi vocali, risparmiare tempo ed evitare fraintendimenti da scripta.

Una volta presa l’abitudine di parlare con il microfono del telefono, il passo verso le ricerche vocali è stato brevissimo. Gli assistenti vocali hanno sicuramente contribuito a portare l’esperienza utente ad un nuovo livello. Di certo i risultati che ricevono non sono più quelli che risultavano dalla ricerca scritta. Se migliori e più pertinenti rispetto a quanto richiesto sarà il tempo a stabilirlo.

Di certo per ora ci sono solo i dati elaborati da Google, che parlano di un 24% di ricerche vocali da smartphone rispetto alla forma scritta classica.

Come cambia l’indicizzazione con le ricerce vocali?

Oggi gli algoritmi che stanno alla base delle ricerche degli utenti, vocali o classiche che siano, sono diventati più intelligenti. Cosa significa? Che la macchina si è istruita rispetto a 5 o 10 anni fa ed è in grado di individuare l’intento della ricerca per soddisfare la richiesta dell’utente.

Il linguaggio naturale, e per naturale intendiamo quello che si usa comunemente nel parlato, viene compreso dai motori di ricerca e rimanda dei risultati assolutamente pertinenti. Secondo gli esperti, il modo migliore per trovare quello che cerchiamo è quello di porre una domanda diretta. “Che tempo fa domani a Roma? “Dov’è il negozio più vicino che vende Ralph Lauren?”. Proprio come accade in una normale conversazione tra due persone fisiche, il motore di ricerca elaborerà la richiesta e fornirà il risultato più corretto tra quelli trovati.

Da qui l’importanza di creare contenuti che rispondano alle domane naturali degli utenti. Siri & co non rispondono mai leggendo tutti i risultati trovati, ma scelgono il risultato più appropriato in base ai contenuti della pagina di atterraggio.

Seo e ricerca vocale: come cambierà il modo di scrivere i testi dei siti?

Se, come abbiamo appena detto, i motori di ricerca ascoltano le domande degli utenti per dare loro la risposta più pertinente e soddisfacente, anche il modo di scrivere i contenuti sul web virerà progressivamente verso un linguaggio più informale e colloquiale, composto principalmente da domande e risposte.

Questo logicamente aprirà un campo immenso per gli esperti della SEO e chi, come la nostra agenzia di comunicazione, lavora sulla scrittura dei contenuti in ottica SEO e la conseguente indicizzazione dei siti sui motori di ricerca. Al momento non esistono regole certe da seguire e un percorso sicuro per ottenere risultati. Non ancora, almeno. I nostri SEO dovranno studiare il comportamento delle query nel breve e medio periodo e aggiustare “il metodo” sulla base dei risultati delle analisi.

Inoltre, è impossibile fare una previsione sulle abitudini degli utenti. Le ricerche vocali diventeranno davvero il nuovo modo di cercare informazioni sul web? Tenendo conto che, secondo le stime, entro il 2020 il 75% delle famiglie possiederà un altoparlante intelligente e l’uso degli assistenti vocali digitali è in costante crescita, è facile immaginare che SEO e ricerca vocale saranno sempre più legati e dipendenti l’una dall’altra.

 

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Elisabetta Bentivoglio, Copywriter, giornalista, account executive e “feticista” della lingua italiana. Dal febbraio 2019 fa parte del team di Milklab per dare supporto ai clienti nel raggiungimento dei propri obiettivi di comunicazione.

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