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La nazionale di calcio femminile nell’epoca dei social

Giu 24,2019 |

Tempo di lettura: 5 min |

Social media marketing

Dopo aver superato brillantemente la fase a gironi, le ragazze della nazionale italiana di calcio femminile sono ora pronte a sfidare la Cina negli ottavi di finale. Un match che si preannuncia particolarmente combattuto, con entrambe le squadre determinate ad accedere ai quarti per poi proseguire il cammino fino al gradino più alto del podio.

Auguriamo alle nostre connazionali di raggiungere il loro sogno e di tenere alta la gloriosa bandiera del calcio italiano, in un’epoca storica in cui la componente tradizionale maschile sembra un po’ in difficoltà.

Ma non tutto il male viene per nuocere. Forse bisognava attendere che la luce sugli uomini si offuscasse per far sì che le ragazze vivessero un momento di gloria. Più che dovuta, diremmo. Ricordiamo infatti che molte di loro per partecipare ai mondiali di calcio chiedono l’aspettativa o addirittura si devono licenziare. E non solo: fuori dal campo si dividono tra famiglia e lavoro quotidiano, senza speranza di vedere nemmeno una briciola dei milioni di euro di stipendio dei colleghi dell’altro sesso.

Una celebrità dunque meritatissima, quella che le azzurre stanno vivendo nelle ultime settimane. E che, lo possiamo dire a gran voce, non sarebbe la stessa senza il web.

Diamo un’occhiata ai dati relativi alle ricerche effettuate dagli utenti in Google:

Fonte: Google Trends. Il grafico mostra la recente impennata del numero di ricerche basate su parole chiave “nazionale femminile calcio” (dati pressoché identici per parole chiave affini, come “nazionale calcio femminile” o “mondiali calcio femminile”).

La stessa impennata si riscontra anche per molte delle query associate:

Fonte: Google Trends

Un successo da attribuire esclusivamente a Google? No, anzi: la cassa di risonanza principale per le nostre azzurre è stato il mondo social, Facebook in particolare.

Quando la notizia parte dai social

Il paese è piccolo. La gente mormora. E in un batter d’occhio le chiacchiere raggiungono 31 milioni di persone. Parliamo della grande piazza di Facebook (fonte: Vincos, numero di utenti attivi mensilmente, dati 2018), luogo di ritrovo per molti e sorgente principale di informazione per tantissimi.

Chiunque di noi acceda in Facebook avrà senz’altro notato le recenti numerose condivisioni da parte dei propri contatti di articoli e video sul percorso delle azzurre in questo campionato del mondo. Una diffusione di notizie talmente rapida da far invidia a qualsiasi casa a balconi degli anni ‘50. Al punto che qualcuno, solitamente allergico al calcio, ha iniziato a domandarsi dove fosse possibile seguire le partite. Buono a sapersi: le 15 migliori partite sono trasmesse in chiaro su Rai Sport HD e in streaming su RaiPlay, mentre l’intero mondiale è disponibile per abbonati Sky, sia in TV (Sky Sport) che in streaming (SkyGo).

Positivo che la TV abbia saputo dare risposta (almeno parziale) alle richieste del popolo social. Non è stato sempre così: ricordiamo le feroci polemiche degli anni passati, quando nessun canale aveva dato visibilità alle partite finali di altri campionati del mondo con impegnati i nostri connazionali, come ad esempio la pallavolo.  

Questa volta le televisioni hanno pensato bene di non ripetere l’errore. Un po’ a pagamento, un po’ in chiaro hanno anticipato la domanda, risparmiandosi critiche infuocate.

Le tendenze? Le fa la piazza

L’episodio del mondiale di calcio femminile 2019 ci aiuta a riflettere su un tema per qualcuno scontato, ma da molti ancora sottovalutato. Gran parte delle tendenze arrivano oggi dalla “piazza”, dove per piazza intendiamo canali social come Facebook, Instagram, YouTube. Piattaforme luogo per eccellenza della viralità.

Guardiamo i cosiddetti “influencer” che in poco tempo diventano milionari; guardiamo le mezze verità del mondo politico; guardiamo la notorietà che assumono certi eventi – talvolta rilevanti, talvolta meno – altrimenti sconosciuti alla maggior parte della popolazione.

Abbiamo ragionato partendo dal caso recente della nazionale di calcio femminile. Ma possiamo narrare diversi casi epici di brand che si sono fatti strada sui social, guadagnandosi celebrità grazie a una strategia mirata fatta di relazioni, coinvolgimento e viralità. Dall’influencer Chiara Ferragni (16,8 mln di followers su Instagram) all’imprenditore del mondo tech & digital Marco Montemagno (1 mln di likes su Facebook), da ClioMakeUp (2,5 mln di followers su Instagram  a Fatto in Casa da Benedetta (4,6 mln di likes su Facebook), tantissimi sono i brand italiani che senza i social non sarebbero oggi quello che sono. Esempi che tutti noi, nel nostro piccolo, dobbiamo tenere in considerazione per costruire la nostra strada di marketing, online e offline. E far sì che la gente parli sempre più spesso di noi.

Hai un obiettivo in mente? Ti aiutiamo a raggiungerlo: contattaci per informazioni!

 

 

Claudia Martinelli. SEO Copywriter appassionata di scrittura per il web, dal 2018 collabora con Milklab dando il proprio apporto per la riuscita di progetti vincenti e stimolanti

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